Glossario senologico


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Adenoma del capezzolo: formazione di cellule tumorali benigne, dei dotti del capezzolo, ben differenziate, con scarsa probabilità di trasformazione maligna. Richiede consulenza senologica per differenziarla dalla malattia di Paget.

Amartoma (o Fibroadenolipoma): lesione caratterizzata da una crescita in eccesso della componente ghiandolo-stromale della mammella frammista a tessuto adiposo, con capsula propria. Non comporta alcun rischio di degenerazione tumorale. E' facilmente diagnosticabile dall'ecografia.

Ago-aspirato (o FNAC): prelievo di cellule da una lesione sospetta per effettuare un esame citologico al microscopio. Il prelievo si effettua aspirando le cellule con un ago sottile sotto guida ecografica(più frequentemente) o stereotassica.

Agobiopsia (o core-biopsy CB): prelievo (micro-biopsia) di uno o più campioni di tessuto mediante un ago da biopsia (tru-cut) posizionato all'interno della lesione sotto guida ecografica (ecoassistito) o radiografica (stereotassico). E’ un accertamento di tipo istologico.

Autopalpazione: autoesame manuale del seno (eseguito dalla donna stessa) allo scopo di individuare eventuali alterazioni.


Biopsia escissionale: asportazione chirurgica di un nodulo per esaminarlo istologicamente.

BRCA 1 - BRCA 2: geni del tumore della mammella (Breast Cancer). La mutazione di questi geni può essere causa di tumore della mammella di tipo “eredo-familiare”. Questa mutazione può essere evidenziata da un test che viene consigliato in casi selezionati di elevata familiarità per carcinoma mammario.


Carcinoma In Situ: tumore maligno in fase precoce. Le cellule neoplastiche non superano ancora la membrana basale, cioè la prima barriera anatomica dell’epitelio. Per questo motivo il carcinoma in situ non è ancora in grado di determinare metastasi, tuttavia nel tempo evolve in tumore infiltrante.

Cisti: formazione benigna, costituita da una membrana al cui interno si possono trovare materiali fluidi quali siero, grasso e altre sostanze.

Citologia: esame attraverso il microscopio di un certo numero di cellule, prelevate con diversi metodi(aspirazione con ago, spatolato, scarificazione, lavaggio).


Displasia: proliferazione di cellule epiteliali con un certo grado di perdita di differenziazione. Può assumere un significato di aumentato rischio di evoluzione verso la malignità.

Dotto: piccolo condotto presente nel contesto della mammella che drena il latte dall’interno verso il capezzolo.

Dutto Galattografia: metodica radiologica che permette la visualizzazione dell'albero galattoforo della mammella mediante iniezione di mezzo di contrasto nei dotti previo incannulamento del dotto secernente.


Ecografia: esame strumentale basato sull'impiego di ultrasuoni, che, inviati da una sonda, raggiungono l'organo che si vuole studiare e vengono riflessi in modo differente in relazione alla struttura che incontrano. Un sistema computerizzato provvede quindi ad elaborarli in una immagine che appare su un monitor e può essere stampata.

Esame istologico: esame al microscopio di un prelievo bioptico di nodulo o area ghiandolare sospetti o di un pezzo operatorio. Consente di determinare con esattezza il tipo di tumore.


Fibroadenoma: tumore benigno della mammella, che colpisce prevalentemente le donne in giovane età. E' composto sia da cellule epiteliali che connettivali.


Intervento di Halsted: asportazione della mammella, dei muscoli pettorali e dissezione del cavo ascellare. Questa procedura, utilizzata per oltre un secolo, è stata abbandonata da alcuni anni e sostituita da una tecnica altrettanto efficace ma meno aggressiva, la MASTECTOMIA RADICALE MODIFICATA che rispetta l’integrità dei muscoli pettorali.


Linfedema: complicanza dell’intervento chirurgico di asportazione dei linfonodi presenti nel cavo ascellare o del trattamento con radioterapia. E’ legato ad un difficile deflusso della linfa che determina un ingorgo di liquidi. Si manifesta con gonfiore del braccio e della mammella stessa.

Linfoadenectomia:
asportazione completa dei linfonodi di una determinata regione corporea (collo, ascella, retroperitoneo, inguine ), possibile sede di disseminazione linfatica di cellule tumorali da un organo tributario.

Linfonodi:
strutture decentrate del sistema immunitario in cui vengono attivati, in presenza dell'antigene specifico, i linfociti B e T, che sono successivamente rimessi nel circolo sanguigno. Sono anche strutture che agiscono come primo filtro regionale di cellule tumorali.

Linfonodo sentinella: primo linfonodo del cavo ascellare interessato dalla neoplasia mammaria e al quale normalmente il cancro si estende. La tecnica del “linfonodo sentinella” consiste nell’iniettare un tracciante radioattivo in mammella che migrerà al primo linfonodo drenante (appunto “sentinella”) e potrà essere riconosciuto ed asportato dal chirurgo in fase operatoria tramite una apposita sonda.

Lipoma: tumore benigno che origina dal tessuto adiposo. Di solito circondato da una capsula, è facilmente asportabile.

Liposarcoma:
tumore maligno che prende origine dal tessuto adiposo. Data la mancanza di una capsula, la sua asportazione non sempre è chirurgicamente completa ed espone al rischio di recidive locali.

Lobo - Lobulo: parte della mammella in cui è prodotto il secreto lattifero; ogni mammella è composta da circa 15 - 20 lobi, ognuno dei quali contiene diversi lobuli più piccoli.


Mammografia: radiografia delle mammelle. Esame fondamentale per la diagnosi precoce dei tumori della mammella e consigliato come esame annuale nelle donne di età superiore ai 40 anni in associazione ad una visita clinica ed alla ecografia.

Mastectomia: tecnica chirurgica che prevede l’asportazione dell’intera mammella. MASTECTOMIA RADICALE oppure

Mastectomia semplice:
asportazione della mammella senza lo svuotamento del cavo ascellare. MASTECTOMIA “SKIN SPARING” (con risparmio di cute): asportazione completa della ghiandola mammaria con areola e capezzolo, conservando la cute della mammella.

Mastite:
infiammazione acuta della ghiandola mammaria.

Mastopatia Fibrocistica: situazione benigna caratterizzata dall’aumento della componente fibrosa della mammella e/o dalla presenza di cisti, senza alcun rischio di degenerazione maligna. I sintomi sono senso di tensione mammaria e dolore di modesta entità. Alla palpazione della mammella si apprezzano piccole formazioni nodulari. Attualmente viene preferito il termine di displasia mammaria, comprensivo di tutti i quadri di patologia benigna della mammella.

Mastoplastica: tecnica operatoria di ricostruzione mammaria dopo quadrantectomia. Prevede rimodellamento della mammella per evitare danni estetici.

Marcatori: indicatori di varia natura, la cui variazione può essere utile per sospettare una possibile neoplasia(PSA nei tumori della prostata) (CA 125 nei tumori ovarici) o per controllare la possibile ripresa di un tumore già trattato (CA 15-3 per i tumori della mammella) (CEA per i tumori gastroenterici ).

Microcalcificazioni: piccoli depositi di calcio a livello della mammella che vengono evidenziati solo dall’esame mammografico. Possono esprimere un’alterazione benigna (microcalcificazioni distrofiche) o segnalare la presenza di un tumore maligno quando la forma e la distribuzione delle microcalcificazioni ha particolari caratteristiche.


Neoadiuvante: terapia sistemica, come la chemioterapia e l’ormonoterapia, effettuate prima dell’intervento chirurgico al fine di ridurre le dimensioni del tumore e rendere, quindi possibile una chirurgia conservativa (quadrantectomia).

Neoplasia: sinonimo di tumore. In caso di malignità è una neoformazione di cellule autonome, dotate di progressione irreversibile e senza alcuna finalità.

Nodulo: raggruppamento di cellule con carattere solido che può interessare qualsiasi organo e che può avere caratteristiche di benignità o di malignità.


Oncogeni: sono geni capaci di trasformare le cellule normali in senso tumorale, cioè di indurre o mantenere la trasformazione maligna. Possono essere attivati da fattori ambientali di natura chimica o fisica, o da difetti genetici ereditari ed hanno la caratteristica di influenzare la moltiplicazione cellulare.

Oncologia: specialità della medicina che studia i tumori e ne pianifica il trattamento. Si può suddividere in diverse branche: sperimentale, medica, chirurgica, radiologica.

Oncosoppressori: sono quei geni che normalmente inibiscono la crescita delle cellule, e, che inattivati da diversi fattori (ambientali, genetici) facilitano lo sviluppo delle cellule tumorali.

Ormoni: sostanze liberate nel sangue dalle ghiandole endocrine (tiroide, ipofisi, ovaio ecc.) producono effetti sugli organi bersaglio. Possono essere usati nella terapia dei tumori quando questi dimostrano una ormonodipendenza.

Ormonoterapia: terapia che blocca la produzione degli ormoni coinvolti nella crescita del tumore della mammella oppure che ne ostacola l’azione (antiestrogeni).


Paget (Malattia di): diffusione intraepidermica per contiguità di carcinoma intraduttale (tipo comedonico), realizzante una lesione simil-eczematosa del capezzolo ed eventualmente dell'areola; spesso associata al carcinoma infiltrante, quasi sempre presente quando esista massa palpabile sottostante la lesione cutanea.

Prevenzione primaria: ha lo scopo di eliminare le cause del tumore, quando siano conosciute. Smettere di fumare è la forma primaria per eliminare la maggior parte dei tumori del polmone, in quanto il fumo ne è la causa conosciuta ed accertata.

Prevenzione secondaria: è sinonimo di diagnosi precoce. Per esempio il Pap-test e la mammografia sono forme di prevenzione secondaria dei tumori del collo dell’utero e della mammella rispettivamente.


Quadrantectomia: asportazione di una ampia porzione di tessuto mammario,sede di un tumore di piccole dimensioni, con intento radicale.

QUART: quadrantectomia (QUA) + radioterapia (RT).


Radioterapia: cura dei tumori maligni basata sull’effetto lesivo delle radiazioni sulle cellule neoplastiche. Ha un effetto prettamente locale e di solito fa parte di un approccio integrato insieme con la chirurgia, la chemioterapia e la ormonoterapia.

Recettore: molecola posta all'interno o sulla superficie delle cellule, che è caratterizzata dalla capacità di legarsi selettivamente ad una determinata sostanza.

Recettore per estrogeni (ER) e progesterone (PgR): molecole presenti nella neoplasia capaci di legarsi all'ormone specifico. Sono predittrici di risposta alla terapia ormonale.

Recidiva: ricomparsa di una malattia dopo che il paziente è stato considerato clinicamente guarito.

Resezione mammaria: asportazione di una porzione di tessuto mammario.

Resezione mammaria limitata (o tumorectomia o biopsia escissionale): asportazione di una piccola porzione di tessuto mammario comprendente il tumore. 

Resezione mammaria ampia (o Wide Excision): asportazione del tumore comprendendo anche una porzione di tessuto ghiandolare normale, di solito un margine non inferiore al centimetro di parenchima macroscopicamente sano.

Roll (radioguided occult lesion localization): è una tecnica avanzata che consente la precisa localizzazione delle lesioni non palpabili (piccoli noduli o microcalicficazioni) della mammella per ottenere, in sede d’intervento chirurgico, la completa rimozione della lesione con il maggior risparmio possibile di tessuto sano. Prevede l’introduzione (il giorno che precede l’intervento chirurgico) di una soluzione contenente macroaggregati di albumina umana coniugata con il TC99m all’interno della lesione con guida ecografica o mammografica. La verifica della centratura viene effettuata nel reparto di medicina nucleare mediante l’acquisizione di immagini scintigrafiche. Il tracciante, fissato nella lesione, emette segnali che vengono rilevati dalla stessa sonda del linfonodo sentinella, durante l’intervento, guidando il chirurgo.


Screening: programma che, con mezzi diagnostici semplici, facilmente accessibili e di basso costo, indaga in una popolazione la percentuaale di persone affette da una determinata patologia. Può essere estesa a tutta la popolazione (di massa) o ad un gruppo selezionato (mirata) ed è finalizzato alla diagnosi precoce.

Stadiazione (in oncologia): sistema attraverso il quale viene definita l'estensione di un tumore. La stadiazione aiuta l'oncologo nella valutazione della prognosi e della scelta della terapia più appropriata. Aiuta nella valutazione dei risultati terapeutici e nello scambio di informazioni tra diversi centri sui pazienti neoplastici. Il metodo di stadiazione più diffuso è il cosiddetto Sistema TNM.


Tessuto connettivale: ha la funzione di connettere altri tessuti fra di loro nella formazione degli organi. Comprende quattro tipi di tessuto: connettivo propriamente detto, cartilagineo, osseo, sangue e linfa.

Tessuto epiteliale: le cellule epiteliali ricoprono le superfici esterne ed interne del corpo (epiteli di rivestimento), rivestono le superfici interne dei vasi sanguigni e linfatici, entrano nella composizione delle ghiandole (epiteli ghiandolari) esplicando funzioni diverse in rapporto alle loro differenti localizzazioni.

Tamoxifen (Nolvadex®): drug that blocks hormones from stimulating cell or tumor growth in the breast, reducing the risk of recurrence for women whose breast cancer is receptive to estrogen.

Triple-negative breast cancer (ER-/PR-/HER2 -): tumor status indicating a lack of sensitivity to estrogen, progesterone, and Her2; because these cancer cells are not hormone-driven, they will not respond to treatment that blocks the effects or production of these hormones.


VABB (Vacuum Assisted Breast Biopsy): è un sistema per biopsia che utilizza una sonda assistita da un computer per effettuare biopsie di lesioni non palpabili della mammella reperite precedentemente attraverso esami radiologici o ecografici. Esso permette di prelevare frustoli di tessuto da analizzare istologicamente. Il più diffuso è il sistema Mammotome®.

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Cliniche
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Tel.: 06 8870041

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Significato dei termini medici usati in senologia

Diagnostica

La diagnostica dell'unità operativa di Radiologia Senologica ed Interventistica dell’Ospedale Sant’Andrea

Curriculum

Qualifiche, incarichi, docenze